Finocchio marino: benefici e proprietà

Il finocchio marino, ovvero il Crithmum maritimum, non è altro che una pianta tanto antica da essere stata conosciuta anche dai Romani e dai Greci: infatti, lo stesso Ippocrate vi fece riferimento indicandola per le sue proprietà vermifughe e diuretiche. Specialmente in passato, se ne faceva largo uso anche come pianta officinale nonché come una vera e propria possibilità di arricchire la propria alimentazione giornaliera in periodi di carestia.

Ad oggi, però, non è riconosciuta come pianta officinale anche se ne sono stati riconosciuti i benefici per la digestione e non solo. Inoltre, essendo molto aromatica e salata, trova largo uso anche in cucina per quanto riguarda la preparazione di conserve nonché per essere aggiunta in insalate sia cotta sia cruda. Infine, è interessante ricordare come vada superbamente ad arricchire piatti a base di pesce e carne.

Ne vengono consumati, nello specifico, i semi e le foglie.

Finocchio marino: caratteristiche fisiche


Il finocchio marino è una pianta che cresce lungo le rive del mare. Il suo aspetto ricorda molto quello di una pianta grassa dall’altezza che non va oltre i 20 centimetri. Si contraddistingue, nello specifico, per la presenza di numerosi fiori dal colore bianco o giallo. I frutti, poi, presentano delle costolature longitudinali e, una volta giunti a maturazione, si dividono in due parti. 

I benefici apportati dal finocchio marino


Oltre alle qualità alimentari, il finocchio marino presenta anche proprietà officinali. Il finocchio marino, dunque, è una pianta che fa molto bene all’organismo: questo perché si caratterizza per un elevato contenuto di pectine, sali minerali, vitamine (A, B2 e C) nonché di oli essenziali.

Le foglie, una volta essere state lessate, svolgono un’efficiente azione diuretica, vitaminizzante e depurativa. I frutti, invece, risultano essere in grado di sviluppare l’appetito e vengono prevalentemente utilizzati come ingredienti a base di salse, minestre e condimenti.

Alla luce di quanto esposto, è possibile notare come il finocchio marino sia particolarmente indicato per la cura di:

  • disturbi gastrointestinali;
  • lenta e cattiva digestione;
  • edemi;
  • disturbi ai reni;
  • inappetenza;
  • flatulenza;
  • ritenzione idrica;
  • meteorismo;
  • mestruazioni dolorose e difficili;
  • spasmi gastrointestinali;
  • ritardi delle mestruazioni;
  • parassiti e vermi intestinali;
  • problematiche legale alla secrezione biliare e gastrica;
  • fame eccessiva;
  • rachitismo;
  • diuresi.

Gli utilizzi in cucina


Il finocchio marino si presta ad avere numerosi utilizzi in cucina. Infatti, si rivela utile per preparare:


vino medicinale.

A tal fine, occorre utilizzare un litro e mezzo di vino bianco con foglie essiccate e contuse. Una volta trascorsa una settimana di macerazione, si può colare per poi berne un piccolo bicchiere in seguito ai pasti principali. Analogamente, tale bevanda può essere preparata con i frutti;


decotto di frutti

In questo caso, bisogna riporre circa 30 grammi di frutti essiccati in un litro di acqua fredda per poi far bollire il tutto per una decina di minuti. Una volta aver lasciato riposare, la bevanda potrà essere colata e consumata nella misura di non più di 3 tazzine al giorno;


succo fresco.

Questo può essere ottenuto con l’aiuto di una centrifuga. Nello specifico, occorre diluirlo con dell’acqua senza aggiungere zucchero;
– cataplasma per uso esterno. Per fare ciò, occorre semplicemente pestare le foglie fresche della pianta in un mortaio per poi applicare il composto sulla parte desiderata.

La raccolta


Le foglie e i germogli di finocchio marino vengono raccolti a partire dal mese di maggio fino al momento antecedente alla fioritura (questo perché, in seguito, le foglie assumono un sapore troppo amaro). In genere, si suole utilizzare le foglie fresche. Tuttavia, queste possono essere anche essiccate sotto il sole o immergendole in aceto di vino in modo che il gusto amaro vada via. In un momento finale, poi, le foglie vengono separate dai semi, i quali saranno conservati in contenitori di vetro.

Metodi di conservazione


In genere, il finocchio marino viene conservato prevalentemente utilizzando dell’aceto. In ogni caso, esso può essere conservato anche:
– in salamoia, allo scopo di inserirlo in uova o insalate;
– sott’olio, al fine di accompagnare piatti a base di carne o di pesce;
– congelato. In questo caso, il sapore non subirà alcuna alterazione potendo la pianta essere tranquillamente utilizzata nelle cotture;
– essiccato, per utilizzarlo a mo’ di spezia;
– sotto sale, come accade per i capperi.

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