L’apnea notturna viene chiamata anche con il nome di sindrome da sonno-apnea in quanto i sintomi che la caratterizzano si verificano nel corso del sonno.

Quando si è affetti da questa patologia si ha una qualità del sonno inferiore rispetto agli standard previsti perché si è colpiti da periodici episodi di risveglio.

Infatti, se una persona soffre di apnea notturna, durante la notte la respirazione rallenta in maniera eccessiva oppure si interrompe una o più volte.

A volte si arriva a ben 30 pause della respirazione in una sola ora.

Al tempo questi episodi hanno una durata estremamente variabile, in quanto possono andare da 10 secondi ad alcuni minuti.

Qualunque sia la durata dell’episodio l’encefalo viene stimolato a riattivare la respirazione, tuttavia nella maggior parte del casi ciò porta il paziente a svegliarsi.

Al tempo stesso bisogna tenere a mente che molto spesso l’arresto della respirazione è talmente breve che la persona affetta da apnea notturna non ricorda nulla il mattino successivo.

Infatti generalmente la respirazione riprende senza causare danni al paziente e in alcuni casi l’unico effetto è che il soggetto inizia a russare sonoramente.

Ecco perché quasi sempre sono il partner oppure i famigliari a riscontrare per primi la presenza dei sintomi.

Quali sono i sintomi e cosa tenere a mente

L’apnea notturna viene considerata una patologia cronica in quanto si manifesta continuamente durante il sonno.
Si tratta di un disturbo sottostimato e nella maggior parte dei casi i pazienti non sanno di esserne affetti e non riscontrano i sintomi.

Non ci si può sottoporre a un esame del sangue per diagnosticare il disturbo e una semplice visita medica non fornisce gli elementi necessari per avere un quadro clinico sufficiente.

Infatti gli episodi di interruzione della respirazione si verificano soltanto durante il sonno: di conseguenza la qualità del riposo risulta essere compromessa e i pazienti avvertono una grande stanchezza il giorno successivo.

Infatti l’apnea notturna comporta il passaggio dal sonno profondo a uno leggero oppure lo disturba notevolmente.

Ecco perché l’apnea notturna è considerata tra le cause più frequenti della sonnolenza eccessiva durante il giorno, anche se non comporta vere e proprie notti insonni.

Tuttavia l’entità della patologia può assumere diversi gradi e, quando è profonda, riesce a influire negativamente sulla vita sociale del paziente e sul suo rendimento nello studio oppure sul lavoro.

A volte si verificano vuoti di memoria e difficoltà di concentrazione, mentre nei casi più gravi il soggetto può avere improvvisi colpi di sonno in momenti inopportuni.

Di conseguenza la sindrome può essere una causa di incidenti automobilistici.

Infine eventuali effetti collaterali di una grave sindrome dell’apnea notturna sono scompensi cardiaci, ipertensione, ictus e attacchi cardiaco.

Incidenza e cause della patologia

Esistono due forme diverse di apnea notturna, quella chiamata sindrome sonno-apnea ostruttiva e quella centrale.

La prima risulta essere la più grave e anche la più comune in quanto interessa un individuo su 100 tra le persone di età compresa tra i 30 e i 50 anni.

Sono maggiormente a rischio i soggetti sovrappeso e quelli che russano in modo notevole.

Inoltre occorre tenere a mente che si ha una maggiore incidenza con l’aumentare dell’età.

In genere la causa della sindrome sonno-apnea di tipo ostruttivo consiste nel fatto che durante il sonno i muscoli del palato molle posti alla base dell’ugola e della gola si rilassano in maniera eccessiva.

Ciò porta all’ostruzione delle vie aeree, da un lato portando l’individuo a russare sonoramente, dall’altro rendendo difficoltosa la respirazione.

Quando l’ostruzione è completa è vero che il paziente smette di russare, tuttavia la respirazione si blocca e quindi si è costretti a sforzare il diaframma e i muscoli del torace per riprenderla.

Questo momento è segnato da un rantolo e da un breve episodio di interruzione del sonno.

Altre cause di questa forma dell’apnea notturna sono l’ingrossamento delle tonsille e delle adenoidi, vie aeree piccole, una lingua voluminosa o altre peculiari situazioni anatomiche.

Quando invece si ha a che fare con la sindrome sonno-apnea centrale, i muscoli del torace e il diaframma non lavorano nonostante le vie aeree siano libere.

Secondo alcuni esperti questa patologia può essere causata da un’alterazione della regolazione cerebrale del respiro durante il sonno.

In questi casi spesso gli individui sono colpiti da episodi di apnea mista, dove un breve periodo di apnea centrale è seguito da un secondo di apnea ostruttiva più lungo.

Terapia

Una buona percentuale dei pazienti affetti da grave apnea notturna è sovrappeso, quindi un calo di peso può alleviare i sintomi.

Si consiglia di non assumere sonniferi e di non assumere alcool durante le due ore precedenti il momento di coricarsi.

Si tratta di sostanze che possono aggravare i sintomi perché rallentano l’attività dei muscoli della respirazione.

Una terapia molto seguita negli ultimi anni consiste di applicare una maschera sul naso e sulla bocca per esercitare una continua pressione positiva sulle vie aeree e impedirne l’ostruzione.

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