Negli ultimi tempi si è sentito molto parlare della Crono Dieta.

Il termine fu usato per la prima volta negli anni Novanta da Paolo Marconi e Mauro Todisco, due medici italiani che studiavano il comportamento alimentare.

Questo tipo di dieta è assai curiosa, perché anziché basarsi semplicemente sul tipo di alimenti che si consuma, si basa anche sull’orario di consumo.

In questa dieta, quindi, diventa importante badare agli orari dei pasti ed alla combinazione degli alimenti, che può influenzare il peso corporeo.

Secondo questa teoria, insomma, il cibo ingrassa anche dipendentemente dall’orario nel quale viene assunto: da qui la necessità di calibrare l’assunzione delle proteine e dei carboidrati in alcuni momenti della giornata.

La crono dieta quindi è un modello alimentare che si basa sul ritmo biologico; quindi l’ora di assunzione del cibo è collegata anche all’utilizzo dell’alimento come forma di energia o al suo immagazzinamento come riserva.

La crono dieta ha teorizzato l’assunzione di quattro pasti al giorno.

La mattina, quando si è nella fase catabolica nella quale è maggiore il consumo di lipidi, bisogna introdurre cibi grassi, come burro, formaggi, olio, uova e salumi.

A pranzo bisogna introdurre invece proteine e carboidrati.

Nel pomeriggio, invece, meglio uno spuntino a base di frutta o dolci.

Infine la sera è meglio cenare con leggerezza, con proteine come il pesce, e verdure.

È bene mantenere una distanza di almeno 4-5 ore fra i pasti principali.

Inoltre la crono dieta prevede la possibilità di consumare due pasti liberi a settimana, purché non lo stesso giorno.

Che cosa promette la crono dieta? Questo regime alimentare funziona davvero? Sono domande che è logico porsi.

La dieta si distingue in due fasi: quella d’attacco, e quella di mantenimento.

Nella fase di attacco si perde peso; la crono dieta promette la perdita di 7 kg di peso in 6 settimane.

In ogni caso, la dieta non deve essere prolungata più di quattro settimane.

Nessuna dieta è miracolosa, ma la crono dieta è abbastanza sicura nel senso che non ha genericamente controindicazioni.

Infatti non impone regimi alimentari squilibrati, ma semplicemente imposta il suo funzionamento sul cambiamento dell’orario di assunzione degli elementi nutritivi.

Vediamo adesso qual è il menù tipico della crono dieta.

La mattina bisogna consumare la colazione fra le 7:30 e le 9:30, e mangiare carboidrati in prevalenza (pane, biscotti fette biscottate, e magari un frutto).

Il pranzo invece deve essere consumato fra le 12:30 e le 14:30.

Bisognerà mangiare carne magra, come pollo, pesce con verdure.

Come primo piatto, sì alla pasta tre volte a settimana oppure il pane.

A merenda, che deve essere consumata prima delle 17:00, uno yogurt.

Invece la cena, abbiamo detto, deve essere leggera: va consumata fra le 19 e le 21 e si predilige pesce magro, carne magra, e verdura; no a pane e dolci.

La crono dieta ha dei vantaggi: non proibisce di mangiare in assoluto un alimento, regola soltanto il momento in cui lo si assume.

Quindi si potrà continuare a mangiare pasta e dolci, rimanendo nelle regole della dieta.

Non bisogna abolire niente, ed è importante idratarsi continuamente.

In generale i medici ritengono che la crono dieta sia equilibrata, in quanto prevede l’assunzione di cibi di ogni tipo, in maniera regolare.

Ovviamente la crono dieta non è indicata per affrontare forme gravi di obesità, per le quali comunque la soluzione migliore rimane quella di rivolgersi al medico.

Piuttosto, va bene per coloro che siano leggermente in sovrappeso e che vogliano provare a perdere qualche kg senza sacrifici troppo intensi.

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