Cosa è l’acne neonatale

Acne neonatale: di cosa si tratta

Difficilmente, quando si pensa ai neonati, si associa la parola acne. Questa condizione, infatti, colpisce solitamente adolescenti e preadolescenti.

Anche i bambini molto piccoli, generalmente dagli 0 ai 12 mesi, però, possono soffrirne ed essa prende il nome di acne neonatale.

L’acne neonatale si manifesta nelle stesse modalità con cui si presenta nei ragazzi, ossia bollicine di colore rosso con l’estremità superiore di colore giallo/bianco unita a rossori e ispessimento della pelle. I brufoletti sono principalmente distribuiti sul viso ma in rarissimi casi possono presentarsi anche su altre zone del corpo.

Questa condizione, inoltre, tende ad essere più visibile nei momenti in cui i bambini piangono, sono accaldati o infastiditi.
È bene ricordare, inoltre, che questo fenomeno è transitorio.

Infatti, gli arrossamenti tendono a sparire in breve tempo. Per i bambini allattati al seno, però, l’acne potrebbe perdurare per più tempo rispetto ai neonati alimentati con latte artificiale.
Le mamme devono comunque considerare che, al bambino, le bollicine e gli arrossamenti non causano alcun fastidio ed essi non percepiscono prurito o dolore.

Infine, è bene ricordare che l’acne neonatale è una condizione molto diffusa. Essa colpisce un quinto dei neonati e in particolare i maschietti. Non è quindi necessario preoccuparsi o cercare soluzioni in quanto, essa si risolverà in breve tempo e in modo naturale. Per tranquillità del bambino e della mamma è comunque buona norma consultare il pediatra che saprà indicare con precisione come agire in ogni specifico caso.

L’acne neonatale non è predittiva dell’acne adolescenziale: i bambini che ne hanno sofferto nei primi mesi di vita non ne soffriranno necessariamente durante la pubertà.

Cause

Le cause dell’acne neonatale sono di tipo ormonale. Gli estrogeni, ormoni prodotti in grande quantità dalla madre durante la gravidanza, passando attraverso la placenta stimolando le ghiandole sebacee e provocando così l’insorgere di questa condizione.

Per queste ragioni, inoltre, l’acne può permanere per più tempo nei bambini allattati al seno. La mamma, infatti, continua, attraverso il latte a trasmettere al bambino gli estrogeni. È importante ricordare, dunque, che non sono gli alimenti consumati dalla mamma a provocare le bollicine e gli arrossamenti e quindi interrompere l’allattamento non determinerà la risoluzione immediata.

Cure

Come detto in precedenza, l’acne infantile tende a risolversi autonomamente senza l’ausilio di medicinali o detergenti specifici. È bene ricordare però, che per facilitare il processo di “guarigione” passare del tempo all’aria aperta farà molto bene alla pelle del piccolo. È buona norma, in questo particolare caso e anche nel caso in cui il bambini non fosse soggetto ad acne, proteggere la pelle dai raggi del sole ed evitarne l’esposizione diretta.

Per la detersione quotidiana, nel caso in cui la pelle presentasse brufoli e arrossamenti, sarà necessario utilizzare saponi neutri e delicati ma soprattutto evitare di applicare creme pesanti e/o molto grasse ma anche quelle che presentano lo zinco tra gli ingredienti. Questa componente, infatti, tende ad occludere i pori e dunque ad aumentare la presenza di brufoli e rossori.

Cosa fare e non fare

Quando si presenta questa situazione, il primo pensiero è quello di comprendere cosa fare e invece quali siano i comportamenti da evitare.

Come suggerito in precedenza trascorrere qualche ora all’aria aperta e utilizzare detergenti neutri potrà essere un buon punto di partenza per facilitare la guarigione.

Per quanto concerne i comportamenti da evitare è bene sapere che, fare indossare al piccolo abiti sporchi di latte o saliva potrebbe ulteriormente irritare la pelle causando così l’aumento dei rossori. Schiacciare i brufoletti, utilizzare detergenti aggressivi e applicare creme grasse o oli, inoltre, non farà altro che peggiorare la situazione.

In sintesi, è bene armarsi di pazienza e attendere che le bollicine e i rossori si attenuino spontaneamente e nel caso in cui fosse necessario contattare il proprio medico per ulteriori indicazioni.