In Italia il cancro ai polmoni è una delle principali cause di morte negli uomini, ma anche nelle donne: anche se le statistiche ci dicono che rispetto a 30 anni fa si sono verificati molti meno casi di mortalità dovute al cancro ai polmoni, quindi si denota un andamento in riduzione, ciò non toglie il fatto che il cancro ai polmoni è causa di centinaia di migliaia di morti ogni anno nel nostro paese.

Cancro ai polmoni dovuto al fumo

In particolare gli uomini stanno facendo registrare un andamento di riduzione rispetto alla mortalità per il cancro ai polmoni; differentemente le donne stanno facendo registrare un aumento.
Infatti, negli uomini si registra, già a partire dagli anni novanta, una riduzione dell’incidenza e della mortalità: l’incidenza è passata da 94 persone su 100.000 a 56 persone ogni 100.000, quindi quasi dimezzata, mentre la mortalità è passata da 83 persone ogni 100.000 a 45 persone ogni 100.000, quasi dimezzata anch’essa.
Nelle donne, anche se si registrano dati inferiori all’uomo, i livelli di mortalità e di incidenza stanno aumentando in modo costante, del 2% per l’incidenza e del 1% per la mortalità, analizzando dal 1965 al 2016.
Anche se oggi è l’uomo che corre un rischio maggiore di sviluppare un cancro ai polmoni, in un domani, se l’andamento dovesse rimanere in aumento per le donne e in riduzione per gli uomini, il rischio di avere diagnosticato questo tipo di tumore potrebbe diventare lo stesso per entrambi i sessi, o addirittura maggiore per le donne.

Statistiche su uomo e su donna

Le statistiche analizzate precedentemente mostrano come l’uomo stia riducendo l’incidenza e la mortalità per il tumore ai polmoni, mentre la donna stia aumentando negli ultimi 30 anni la possibilità di svilupparne uno e di morire a causa di esso.
Ciò accade perché si registrano sempre meno casi di uomini che fumano, anzi, in particolare, si registrano sempre più casi di uomini che smettono di fumare; mentre le donne che fumano in Italia sono sempre di più.
Diversamente da 30 anni fa, infatti, gli uomini fumatori sono sempre di meno: ciò accade perché la consapevolezza del male che la sigaretta può causare all’uomo è aumentata, e le persone hanno toccato con le proprie mani le malattie più atroci causate dalla sigaretta, compreso il cancro ai polmoni.
Le donne, che 30/40 anni fa non fumavano molto di meno rispetto agli uomini (ciò era dettato soprattutto dall’attitudine sociale, poiché il fumo era considerato come una prerogativa maschile), adesso invece registrano un aumento considerevole.

Il tumore ai polmoni è causato per il 93% dei casi dal fumo della sigaretta: infatti, le statistiche sul numero di fumatori nell’arco degli ultimi 40 anni, rispetto all’incidenza e alla mortalità del cancro ai polmoni, sono simili.
Un male così vasto, causa di altissima mortalità, una delle prime in Italia, è provocata quasi esclusivamente dal fumo; sembra scontato dire che se si smettesse di fumare i rischi diminuirebbero quasi del tutto, di preciso di quel 93%.
Fumare fa malissimo per una serie di motivi infiniti, e non si deve nascondere che è la prima causa del cancro ai polmoni: debellare la sigaretta vuol dire sconfiggere il tumore ai polmoni.
Inoltre il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni aumenta in modo considerevole in relazione al quantitativo di sigarette fumante durante l’arco della giornata, ed al numero di anni in cui si è stati consumatori di sigarette.

Quanto è rischioso fumare

Analizzando le statistiche di incidenza e mortalità dell’uomo, rispetto al cancro ai polmoni, ricordiamo che 56 uomini su 100.000 rischiano di svilupparlo, mentre 45 uomini su 100.000 muoiono a causa di questo tumore: da ciò si denota un’altra agghiacciante statistica, ovvero che l’80% delle persone, che sviluppano un tumore ai polmoni, muore, e la maggior parte dopo meno di 2-3 anni.
Quest’analisi è fatta sulla popolazione, quindi considerando fumatori e non fumatori; analizzando solamente i fumatori la situazione cambia drasticamente.
Infatti, si stima che un fumatore, durante la propria vita, rischia di sviluppare un tumore ai polmoni con un’incidenza di 1 su 11, ed una mortalità di 1 su 12; mentre le donne fumatrici hanno un’incidenza di 1 su 21 ed una mortalità di 1 su 226.
Ciò dimostra come tutto cambia in relazione al fumo; un uomo non fumatore rischia di morire per cancro ai polmoni con una probabilità di circa 30 su 100.000, mentre un uomo fumatore rischia di morire per cancro ai polmoni con una probabilità di 1 su 12.

Solo quest’ultima informazione dovrebbe far smettere di fumare chiunque ancora lo stia facendo. Smettere di fumare, infatti, riduce considerevolmente il rischio si sviluppare un tumore ai polmoni.

I soggetti che smettono di fumare riducono il rischio di ammalarsi di cancro ai poloni, e dopo 10-15 anni dall’ultima sigaretta le probabilità di sviluppare un tumore ai polmoni diventano le stesse di chi non ha mai fumato.

La sigaretta e i suoi danni: perché provoca il cancro ai polmoni

I danni causati dalla sigaretta sono tantissimi, ed oltre all’aumento delle probabilità di far insorgere un tumore, il fumo provoca anche una predisposizione elevata per ictus ed infarti.
Il fumo crea dei danni a tutto l’apparato cardio-vascolare, impedendo un appropriato afflusso di ossigeno agli organi come il cuore ed il cervello: ciò accade perché il monossido di carbonio inalato a causa della combustione della sigaretta, riduce la capacità dell’emoglobina, presente nel sangue, di trasportare ossigeno.
La sigaretta causa anche gravi problemi all’apparato respiratorio: i fumatori, fumando, si procurano un irritazione delle vie respiratorie e ai polmoni.

La mucosa che protegge i bronchi, comprese le “ciglia” che sono predisposte alla pulizia bronco-polmonare, quindi da polvere, germi e particelle tossiche, viene distrutta; i polmoni sono così soggetti ad irritarsi, la tosse ed il muco aumentano, ed è molto probabile ammalarsi di bronchiti e di enfisemi polmonari.

Oltre al cancro

Il fumo di sigaretta causa anche impotenza negli uomini e compromette la fertilità in entrambi i sessi; riduce le prestazioni atletiche, e la nicotina (una vera e propria droga, che porta assuefazione) presente nel tabacco predispone all’irascibilità, alla collera, all’ansia e ad essere facilmente irritabili.
Abbiamo elencato solo alcuni dei mali provocati dal fumo, infatti, i danni dalla sigaretta sono veramente numerosissimi.

Studi sulle sostanze che provocano il cancro

Sono tantissimi gli studi condotti dai ricercatori in merito alle sostanze contenute all’interno del fumo della sigaretta, e cosa queste possono provocare all’uomo: analizziamo quali tra queste sostanze sono la causa dell’insorgenza dei tumori, ed in particolar modo del tumore ai polmoni.
Alcune sostanze presenti nella sigaretta agiscono in modo “diretto”, ovvero, creano delle lesioni in modo diretto ed immediato, mentre, altre agiscono in modo “indiretto”, creando delle lente alterazioni e modifiche al’interno delle cellule dei bronchi (le più pericolose per l’isorgenza dei tumori).
Gli idrocarburi aromatici policiclici e le nitrosamine che vengono prodotte dall’ammoniaca, ad esempio, sono tra le sostanze più cancerogene prodotte dalla combustione del tabacco, che agiscono in modo diretto; mentre le sostanze contenute nella carta (poiché la sigaretta è composta da carta e tabacco), molto sottovalutate, sono tra le più pericolose per l’isorgenza di tumori, infatti, elementi come i fenoli e gli aldeidi, sono delle sostanze che agiscono in modo indiretto, riuscendo a creare i presupposti per una lenta trasformazione cellulare.
Analizzando queste sostanze dal punto di vista chimico-molecolare, le ricerche hanno individuato che le sostanze cancerogene presenti nel fumo della sigaretta sviluppano alterazioni molecolari in due geni, l’FHIT e il p53, che una volta trasformati sviluppano il tumore.

L’informazione e la prevenzione: gli strumenti per combattere il fumo ed il cancro ai polmoni

Sembra strano, ma gli italiani, che statisticamente non sono a conoscenza dei danni che può procurare la sigaretta, sono molti: ben 8 italiani su 10 non sanno che il fumo ed il fumo passivo provocano più del 93% dei tumori ai polmoni. Infatti, le statistiche ci dicono che 7 fumatori su 10 fumano ancora in ambienti chiusi, aumentando il rischio dei per i non fumatori di inalare fumo passivo, ed innalzare la loro predisposizione a malattie tumorali.
Il livello di conoscenza sul rischio che si corre fumando, ed i danni provocati dal fumo, sono bassissimi, ed ancora il 49% della popolazione italiana crede che il tumore ai polmoni non sia prevenibile, ed il 45% degli italiani pensa che smettere di fumare non riduca la probabilità di avere un cancro ai polmoni; tutto ciò è sconvolgente.
L’informazione deve essere la prima arma per combattere il fumo di sigaretta e di conseguenza il tumore ai polmoni: l’unico modo per ridurre il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni è smettere di fumare.

Il tumore ai polmoni: analizziamo da vicino la malattia

Il tumore ai polmoni è una malattia gravissima, poiché colpisce uno degli organi vitali dell’organismo umano (per questo più dell’80% delle persone che ne sviluppano uno rischiano di morire).
In Italia questo tipo di tumore è statisticamente la seconda neoplasia più frequente, negli uomini, e la terza nelle donne; rappresenta in Italia il 12% dei tumori diagnosticati all’anno.
Come già detto, la principale causa del tumore al polmone è il fumo di sigaretta, che causa più del 90% dei casi.
Il cancro ai polmoni, oggigiorno, è la prima causa di morte per cancro negli uomini, con un totale del 29% di morti per tumore in Italia, mentre nella donna, questo tumore è la terza causa di mortalità per tumori, con il 12% del totale dei morti per cancro.
Alcuni studi hanno dimostrato come si può avere un’incidenza più alta tra le classi disagiate: infatti, una condizione economico-sociale poco favorevole è spesso accoppiata ad una maggiore probabilità di esposizione al fumo di sigaretta.

I sintomi

I sintomi del cancro ai polmoni sono poco percepibili, ed addirittura, nel 9% dei casi, purtroppo, il carcinoma ai polmoni è asintomatico. Questa malattia è terribile, poiché nella maggior parte dei casi non mostra alcun segno, finché non raggiunge uno stadio più avanzato; per questo è necessario prevenire la malattia e sottoporsi a degli screening continui per individuare se le cellule polmonari sono state modificate.
Se si avvertono sintomi come, tosse cronica, difficoltà respiratorie, dolori al torace e tracce di sangue provenienti dall’apparato respiratorio o dalla bocca, conviene andare subito da un medico e sottoporsi ad una visita.

La prevenzione

La prevenzione deve essere continua: bisogna sottoporsi ciclicamente a screening, e se si fuma, bisogna subito smettere di fumare per ridurre i rischi di sviluppare un tumore ai polmoni.
Il fumo passivo è un altro grande male, poiché spesso sottovalutato: bisogna cercare di stare attenti a non inalare fumo, sia all’interno delle mura domestiche, che a lavoro.
Per quanto la sigaretta sia la causa principale del tumore ai polmoni, uno scarso 5-10% è causato da fattori genetici ereditati, o da inalazioni di altre sostanze tossiche prodotte dall’inquinamento ambientale.
Una grande attenzione deve essere posta all’esposizione che si può avere all’interno degli ambienti lavorativi. Se si entra a contatto con sostanze cancerogene come il catrame (che è anche presente nella sigaretta) paraffine, peci, fuliggini, amianto, l’incidenza di sviluppare un tumore ai polmoni sale considerevolmente: infatti, la maggior parte dei tumori che non sono causati dal fumo di sigaretta, sono causati da inalazioni di queste sostanze nei luoghi di lavoro.