Fumare imbruttisce, è stato provato

La prima sigaretta offerta dagli amici solitamente corrisponde alla prima trasgressione adolescenziale.

Si fuma inconsapevolmente, con l’unico scopo di infrangere le regole, e imparare a diventare adulti, indipendenti e coraggiosi, attraverso il rischio che crea eccitazione.

Nella maggior parte dei casi, infatti, gli adolescenti iniziano il rituale di gruppo del fumo, assumendolo come comportamento distintivo, e divenendo ben presto schiavi del vizio.

Sono pochi coloro che si dissociano dalla tendenza di fumare per apparire, per padroneggiare le situazioni ed il tempo libero, per affermare la propria identità e costruire una rete di relazioni sociali ed affettive.

La consapevolezza dei danni del fumo, a livello individuale, giunge nella fase successiva, quando il fumatore diviene standard e incallito.

L’informazione continua e le varie campagne di sensibilizzazione contro il fumo, tuttavia, non bastano a contrastare la dipendenza. Per questo motivo, il bisogno di fumare di alcuni si trasforma in un problema di rilevanza universale per tutti.

Il fumo della sigaretta, infatti, nuoce gravemente alla salute del fumatore attivo e del fumatore passivo.

In base alle statistiche più accreditate, infatti, un non fumatore fuma in media tre sigarette al giorno, a causa del fumo passivo respirato.

Chi è assuefatto alla sigaretta introduce quotidianamente nel proprio organismo, oltre a centinaia di sostanze tossiche contenute nel tabacco, nicotina e benzopirene.

La nicotina è una sostanza alcaloide dall’azione venefica nei confronti dell’apparato nervoso e circolatorio;

il benzopirene è un composto chimico cancerogeno, che si forma nella combustione del tabacco e della carta delle sigarette.

Mentre da un lato gli effetti della dipendenza farmacologica e psicologica da nicotina danno una sferzata all’organismo, attraverso la produzione di una serie di neurotrasmettitori nel cervello, dall’altro minano fortemente la salute dei polmoni e del cuore, mettendo a repentaglio il benessere del cavo orale, della laringe, dell’esofago, della vescica e del rene, la capacità riproduttiva e l’aspetto estetico.

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