Mangiare cibo sano e dietetico

La domanda che molti si pongono è se il sushi fa ingrassare oppure se è un alimento “light” come si pensa, in quanto è base di riso e pesce prevalentemente crudo e raramente cotto.

All’apparenza un pasto sushi potrebbe essere davvero considerato leggero e povero di grassi, invitante quanto basta anche per chi vuole mangiare fuori nonostante stia seguendo una dieta dimagrante o comunque ipocalorica.

La risposta non può essere univoca, perché ci sono delle variabili da considerare per quanto riguarda le quantità, le modalità di preparazione e gli ingredienti che sono inclusi in un pasto tanto ambito della cucina giapponese.

Quando il sushi non fa ingrassare

Un piatto di sushi è di solito molto invitante, in quanto i giapponesi sono famosi per la loro meticolosità e per il senso estetico che amano applicare anche nel campo della cucina.

Bisogna partire dal presupposto che esistono diversi tipi di sushi e quello classico prevede alcune porzioni, variamente decorate dal pesce, che contengono sempre una certa quantità di riso modellata di solito con dei coppa pasta di bambù e raccolta in un foglia di alga. Si tratta del cosiddetto “maki sushi“, cioè quello arrotolato e disposto in una tipica composizione a incastro.

Fin qui si tratta di un piatto semplice e bilanciato.

Il motivo è nella componente di carboidrati e zuccheri complessi rappresenti dal riso. Il sapore del riso e la consistenza della sua cottura è data dal fatto che viene cucinato nell’aceto.

aceto di risoLa cottura nell’aceto di riso abbassa sensibilmente le calorie in abbinamento ad altri ingredienti, in quanto tende a diminuire l’apporto di grassi che possono essere contenuti, per esempio, nei surimi di granchio o nei gamberi.

 

I crostacei nonostante siano dei pesci, contengono alte concentrazioni di colesterolo per cui è bene mangiare una quantità che non superi i 100 g a pasto.

Il pesce, però, è anche un alimento che apporta la componente proteica che è fondamentale per un pasto che possa dirsi bilanciato. Il pesce contiene anche un importante componente di acidi grassi Omega 3 e 6, che come è noto svolgono una funzione antiossidante.

Le alghe sono quelle di colore scuro che avvolgono i rotoli di riso e che vengono alga per il sushiprontamente essiccate, rese semi solide e malleabili una volta bagnate: servono a scopo “contenitivo” per la decorazione scenografica del piatto.
Mangiare le alghe significa introdurre nutrienti come i sali minerali e le fibre, per cui mangiare 6 rotoli di sushi vuol dire aver ingerito le calorie corrispondenti a un pasto quasi completo, da considerare più o meno dietetico.

Non è il caso comunque di mangiare solo maki-sushi.
Il sushi è fatto anche di zuppe che hanno un basso apporto calorico, ma che saziano come quelle di miso, che può rappresentare il classico antipasto.
A questo si può accompagnare una porzione di pesce, crudo o cotto al vapore.

Il sushi fa ingrassare

Il sushi, però, non è sempre dietetico e può rivelarvi molto calorico se la preparazione dei rotoli di riso viene arricchita da altri ingredienti, di cui potrebbe sfuggire la presenza.

Mangiare troppe porzioni rollate significa anche arrivare a superare i 2 piatti di riso. Il riso, per quanto possa essere un alimento povero di grassi, ha un alto potenziale di carboidrati e zuccheri, come accennato. In una dieta ipocalorica la quantità di riso che si può mangiare nel pasto principale, secondo i nutrizionisti, è al massimo di 50 g. Questo peso corrisponde a circa mezza tazza ed è davvero poco, anche se con la cottura tende a crescere.

Ci sono piatti di sushi composti anche da ingredienti come le uova e i formaggi, magari sciolti o in crema e che danno un ottimo sapore alle porzioni, ma innalzano vertiginosamente l’apporto calorico.

In una dieta bilanciata non si dovrebbero mangiare più di 2 uova a settimana, mentre nel maki potrebbero essercene molte di più. Lo stesso vale per l’uso della salsa di soia, un condimento decisamente sapido rispetto alle dosi che dovrebbero essere rispettate in un pasto ipocalorico. È stato calcolato che l’aggiunta di soia ha una concentrazione di sale di almeno 13 volte superiore a quella consigliata in 100 g di cibo, che corrisponde a 1,5 g a pasto.

Il sushi fa ingrassare 1Il sale non è mai un alimento di cui abusare, perché sovraccarica i reni e provoca ritenzione idrica predisponendo al gonfiore e alla cellulite, specie degli arti inferiori, oltre a essere deleterio per i livelli pressori.

I maki possono anche contenere maionese, che ha un alto apporto di grassi esattamente come le porzioni fritte di crunchy arrotolato.

Sushi e sashimi, dunque, non sempre possono considerarsi dietetici e bisogna stare bene attenti all’associazione delle varie pietanze e all’uso di ingredienti apparentemente non grassi, che invece diventano ipercalorici.

Il sushi fa ingrassare, dunque. In ogni caso il consiglio è quello di mangiare sushi non più di una volta a settimana e di scegliere in base ai suggerimenti dati.