Il tè kombucha è una bevanda di origine orientale molto nota per le sue proprietà benefiche e curative.

In Cina veniva consumato già 250 anni prima della nascita di Cristo, ed era considerato una sorta di elisir di lunga vita.

Si diffuse in Russia alla fine dell’Ottocento e soltanto da qualche tempo è diventato una bevanda conosciuta in tutto il mondo occidentale.

Come si prepara il tè kombucha


La preparazione della bevanda è un’operazione che richiede la massima attenzione, poichè il preparato per il tè kombucha viene mixato al tè verde o al tè nero.

Dopo aver portato a ebollizione la bevanda, averla filtrata e zuccherata, si conserva in barattoli di vetro.

A questo punto intervengono lieviti e batteri che innescano il processo di fermentazione, cui sono legate le proprietà benefiche e curative di questo tipo di tè.

I funghi che nasceranno potranno essere impiegati per la preparazione di una nuova bevanda, mentre quelli vecchi vanno buttati.

In commercio si trova il preparato per il tè kombucha che una volta acquistato, se si seguono correttamente le linee guida per la sua preparazione, non comporta altri acquisti poichè il fungo verrà prodotto a ogni ciclo di fermentazione della bevanda.

In particolare, il fungo in questione si chiama ‘scoby‘, acronimo di Symbiotic Colony of Bacteria and Yeast, Colonia simbiotica di batteri e lievito, ed è un composto gelatinoso.

Il procedimento è un po’ come quello alla base della preparazione dello yogurt con i fermenti vivi oppure del lievito.

Lo scoby si trova in vendita su alcuni siti online oppure in alcuni gruppi su Facebook dove addirittura lo si regala, dal momento che, ad ogni ciclo di fermentazione si ottengono più funghi che non servono a nulla, se non a preparare altri tè kombucha.

Il risultato è una bevanda leggermente alcolica e frizzantina che non ha affatto il sapore del tè, anche se è ugualmente dissetante.

Proprietà curative del tè kombucha

Il tè kombucha viene utlizzato regolarmente in programmi per :

  • cura del cancro
  • dell’artrite
  • del diabete
  • dei calcoli renali
  • dell’obesità
  • dei reumatismi
  • della gotta
  • dei problemi del tratto intestinale.

Oltre a ciò, alla bevanda vengono attribuite la proprietà di ridurre la calvizie, rinforzare i muscoli, migliorare la vista, curare le malattie cardiache, l’insonnia e i dolori articolari.

Ad oggi però non esistono studi che documentino in modo ineluttabile che l’assunzione della bevanda possa effettivamente curare queste diverse patologie.

Certamente ci sono dei soggetti particolarmente predisposti che utilizzano il tè kombucha come coadiuvante ai trattamenti tradizionali, mentre altri soggetti non traggono alcun beneficio dall’assunzione dello stesso.

Inoltre il kombucha avrebbe il potere di curare patologie tra loro molto differenti, pertanto gli studiosi ritengono che, pur non essendoci prove certe e di laboratorio che indichino e misurino scientificamente queste proprietà, si può constatare che si tratta di una bevanda probiotica, ‘viva’ che risponde in modo diverso a seconda dell’organismo in cui si trova.

Kombucha: controindicazioni

Il kombucha non è immune da una serie di controindicazioni piuttosto evidenti agli addetti ai lavori.

Innanzitutto la fermentazione homemade può provocare una serie di contaminazioni con effetti indesiderati.

La fermentazione di lieviti e batteri è una cosa piuttosto delicata e, se si sbaglia anche solo uno dei passaggi raccomandati, si può addivenire ad un prodotto nocivo per la salute stessa della persona che lo ingerisce.

È consigliabile, se proprio si vuole assaggiare questa bevanda dalle proprietà miracolose, acquistarla già imbottigliata oppure prepararsi adeguatamente alla sua preparazione homemade.

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