Selenio: proprietà e benefici

Il selenio è un non metallo che, seppur presente in piccole tracce, risulta essere fondamentale per l’organismo.

Infatti, il selenio fa sì che si verifichi il corretto funzionamento degli antiossidanti cellulari.

Inoltre, facente anche parte di un gruppo di proteine (le selenio proteine), va a prendere parte a molteplici processi come, ad esempio, quelli legati al metabolismo degli ormoni tiroidei nonché alla sintesi del DNA.

Tra gli alimenti ad alto contenuto di selenio è possibile menzionare gli organi degli animali e il pesce, nonché i latticini, la carne rossa e i cereali.

Per quanto concerne, invece, la presenza di selenio all’interno dei cibi di origine vegetale, questa dipende essenzialmente dal terreno in cui questi vengono coltivati.

La carenza di selenio, nello specifico, può determinare una pericolosa riduzione della funzionalità dei muscoli dello scheletro, oltre ad incidere sulla produzione dei globuli rossi.

In più, si potrebbe notare una particolare predisposizione a contrarre le infezioni virali nonché infertilità maschile. Pertanto, è bene ricordare come l’apporto quotidiano di selenio debba aggirarsi intorno ai 20 microgrammi nei bambini fino a giungere ai 70 microgrammi nelle donne in gravidanza.

Di seguito, verranno analizzate le caratteristiche principali del selenio concentrando l’attenzione sull’impatto che esso ha sull’organismo umano.

Selenio: proprietà e benefici


Il selenio risulta essere un minerale essenziale che è possibile trovare in quantità minime nell’organismo umano. Simile per alcuni aspetti fisici allo zolfo, esso viene prevalentemente utilizzato per prevenire l’insorgenza di diverse malattie come, ad esempio, le disfunzioni cardiocircolatorie, il cancro, la cirrosi, l’arteriosclerosi, l’enfisema e l’artrite.

Inoltre, è interessante sottolineare come il selenio rappresenti un antiossidante naturale in grado di svolgere un’azione di protezione per contrastare i radicali liberi: in questo modo, si capirà bene come l’organismo venga protetto dall’invecchiamento attraverso la conservazione dell’elasticità dei tessuti.

Non a caso, la totalità delle patologie connesse al’invecchiamento sono influenzate dal selenio, la cui assunzione si rivela di grande importanza. Come già si è avuto modo di accennare, il quantitativo quotidiano di selenio da assumere si aggira intorno ai 50 microgrammi per gli adulti (valore che aumenta per le donne in gravidanza).

Al fine di assicurare il sufficiente apporto giornalieri, in commercio, è possibile trovare integratori sia fitoterapici sia alimentari da assumere in caso di carenza del minerale.

Le funzioni del selenio


Oligoelemento essenziale per il benessere dell’organismo, il selenio viene assimilato dall’intestino tenue per poi essere espulso attraverso le feci, le urine e la respirazione.

Ebbene, questo minerale svolge delle funzioni molto importanti, quali:

  • l’attività sinergica con la vitamina E utile per contrastare l’invecchiamento cellulare;
  • l’effetto antiossidante proteggendo le cellule dai radicali liberi;
  • stimolare il sistema immunitario prevenendo le infezioni;
  • prevenire alcune forme di tumori come, ad esempio, quello alla prostata;
  • garantire il corretto funzionamento della tiroide In quanto elemento essenziale del sistema enzimatico, infatti, il selenio ricopre un ruolo rilevante nell’ambito del processo di trasformazione della tiroxina in triiodotironina, ovvero gli ormoni della tiroide. Come già accennato, tale minerale supporta anche il corretto funzionamento della tiroide apportando notevoli benefici al sistema nervoso centrale nonché al metabolismo.;
  • contrastare l’azione dannosa di alcuni metalli pesanti come cadmio e mercurio.

Quali sono gli alimenti in cui è possibile trovare il selenio?


Il selenio è presente soprattutto negli alimenti di origine animale.

Nello specifico, risulta essere ricca di tale minerale la carne (fegato e rene), specialmente quella di agnello, di manzo e il pollame. Inoltre, ne sono fonte anche i pesci di grande taglia, come salmone e tonno, nonché nasello, aringa, sardine, sogliole e merluzzo.

Non bisogna, poi, dimenticare i molluschi e i crostacei: vongole, cozze ed ostriche, ma anche i gamberetti ne sono ricchi. Infine, occorre menzionare anche il tuorlo delle uova e i derivati del latte (formaggi come provolone, ricotta e parmigiano).

Come già accennato, negli alimenti di origine vegetale la sua presenza è subordinata alle caratteristiche del terreno: esso non può, infatti, essere assorbito in modo ottimale se nei fertilizzanti non vi siano tracce di zolfo.

Gli anacardi, le noci del Brasile e i semi di sesamo ne contengono utili quantità insieme ai cereali integrali (orzo, riso sia integrale sia raffinato, mais, kamut, frumento), lievito di birra, germe di grano e legumi (ceci, fagioli e lenticchie).

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