è un problema da sempre molto diffuso, soprattutto nel mondo occidentale dove le industrie di tabacco si arricchiscono, speculando sulla salute delle persone.

É ormai risaputo che l’abuso di nicotina crea una vera e propria dipendenza e che in casi gravi può portare addirittura alla morte, a causa del sopraggiungere di pericolose complicanze cardiache e polmonari.

La maggior parte dei fumatori è a conoscenza dei rischi legati al fumo, tuttavia spesso li ignora o tende a minimizzarli, per giustificare la propria difficoltà a smettere.

Nonostante si tratti di una decisione difficile da prendere, smettere di fumare produce tantissimi benefici, non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale, contribuendo a migliorare notevolmente la qualità della vita.

Fortunatamente, rispetto al passato, oggi le campagne d’informazione e di prevenzione nei confronti del fumo sono aumentate, sostenendo coloro che vogliono liberarsi da questa dannosa dipendenza.

Smettere di fumare richiede innanzitutto uno sforzo nel comprendere le motivazioni dietro al bisogno di assumere tabacco.

Inoltre avere una conoscenza approfondita di ciò che accade quando ci si disintossica, aiuta a mantenere alta la motivazione.

Il bisogno di fumare

Liberarsi dalla dipendenza della sigaretta è molto difficile per chi ne è affetto, soprattutto perché spesso si tratta di situazioni che si protraggono da molti anni.

Il bisogno di fumare è come un pensiero ossessivo che si insinua nella mente del tabagista, spingendolo a ricercare continuamente la sigaretta e dando la sensazione di non poter riuscire ad affrontare la giornata senza fumare. Ma da cosa nasce il bisogno incontenibile di fumare?

Esso si originerebbe da una difficoltà nel gestire le proprie emozioni negative, senza l’ausilio di un supporto esterno, quale la sigaretta. Quest’ultima avrebbe il beneficio di indurre un apparente

rilassamento, contrastando stress e aggressività. Per questa ragione spesso ci si accende una sigaretta dopo un litigio o quando si sta affrontando un momento di forte ansia a casa o a lavoro.

Smettere di fumare può risultare spaventoso, non solo per i fastidiosi sintomi fisiologici provocati dall’astinenza da nicotina, in genere risolvibili nel giro di una settimana, ma soprattutto perché significa dover rinunciare per sempre al sostegno emotivo fornito dalla sigaretta e affrontare da soli lo stress quotidiano e le relazioni sociali.

Per un tabagista accendersi una sigaretta e fare qualche tiro significa allentare la tensione e sperimentare sollievo da sentimenti e situazioni dalla quale si sente schiacciato. Per questa ragione, molti fumatori raccontano di provare piacere nel fumare e di sentirsi meglio dopo averlo fatto.

In realtà l’apparente sensazione di piacere è data solo dalla diminuzione dei sintomi dell’astinenza da nicotina e nulla ha che fare con una reale situazione di benessere.

Poiché liberarsi del tutto dallo stress non è possibile, il fumo finisce per diventare una costante delle proprie giornate.

Ciò produce severe conseguenze sullo stato di salute che risulta inevitabilmente compromesso, esponendosi a pericolosi rischi.

Chi ha smesso di fumare, oltre ad aver avuto benefici sulla propria salute, spesso racconta di aver sperimentato anche un incremento d’autostima, dovuto alla grande sfida vinta contro la dipendenza, e di sentirsi più sicuro nelle relazioni con gli altri, in quanto maggiormente capace di controllare l’emotività.

I benefici di smettere di fumare

Smettere di fumare è una decisione molto importante che può migliorare notevolmente la propria vita e quella di chi ci sta accanto. Benché le difficoltà legate al liberarsi dalla dipendenza siano soggettive, i vantaggi che questo produce sono molteplici per tutti e hanno un impatto positivo sia sul corpo sia sulla mente.

Ecco i principali benefici che smettere di fumare produce sulla salute:

  • La pelle appare radiosa, grazie ad una migliore ossigenazione del sangue, precedentemente ostacolata dal fumo;
  • Riduce l’invecchiamento cellulare precoce e permette di apparire giovani più a lungo;
  • Scomparsa della tosse, dovuta all’infiammazione cronica della gola causata dal fumo;
  • Aumento del fiato e della resistenza fisica durante gli sforzi quotidiani;
  • Diminuzione delle infiammazioni e delle infezioni al cavo orale;
  • Diminuzione della pressione arteriosa e dei rischi legati a ictus;
  • Riduzione dei rischi legati a malattie polmonari e alle vie respiratorie;
  • Miglioramento della capacità olfattiva e possibilità di tornare nuovamente a sentire odori che la dipendenza da fumo impediva di percepire;
  • Riscoperta di gusti vecchi e nuovi, precedentemente sopiti dal fumo;
  • Possibilità di respirare un’aria più salubre in casa e in macchina, per sè e per i propri familiari;

Dal punto di vista psicologico, liberarsi dalla dipendenza dal fumo significa acquisire un maggiore senso di autonomia personale e d’autocontrollo.

Quando si smette di fumare i pensieri ossessivi riguardo alla sigaretta scompaiono e con essi anche il bisogno atavico di doverne fare uso. Perdendo questa abitudine nociva, ci si riappropria della propria salute e si impara a volersi bene in modo sano e profondo.

Si apprende a gestire lo stress e il nervosismo autonomamente, senza dover ricorrere al supporto della sigaretta. Migliorano le relazioni sociali con i non fumatori, dalla quale si viene spesso discriminati e criticati.

Anche l’immagine personale ne giova poiché chi non fuma ha un aspetto più giovane e luminoso e un odore molto più gradevole, rispetto al tabagista, i cui abiti e l’alito spesso puzzano di fumo.

Smettere di fumare è un’impresa molto complessa per il tabagista, portarla a termine vuol dire dimostrare a sè stessi di essere in grado di ottenere grandi obiettivi nella vita e ciò produce inevitabilmente un aumento dell’autostima e della fiducia nelle proprie capacità. Infine un ulteriore beneficio da non sottovalutare è quello economico.

Chi smette di fumare migliora le sue finanze poiché non ha più la necessità di acquistare continuamente costose sigarette e può investire il denaro risparmiato in altre attività e hobby.

 

Cosa accade quando smetti di fumare

Secondo Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) i benefici per chi smette di fumare inizierebbe già dopo solo 20 minuti dall’astensione dal tabacco.

I primi valori a beneficiarne sono quelli della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca che dopo pochi minuti iniziano a stabilizzarsi, diminuendo.

Nelle prime 24 ore diminuiscono anche i livelli di monossido di carbonio nel sangue e aumentano le riserve di ossigeno nei tessuti.

Già dopo un paio di giorni migliora la sensibilità del gusto e dell’olfatto che appaiono più svegli e recettivi. In seguito aumenta la capacità respiratoria e la resistenza alla fatica e diminuisce l’affanno.

Dopo circa due settimane iniziano a sparire i sintomi dell’astinenza da nicotina, i polmoni lavorano più efficacemente cosi come la circolazione sanguigna. Inizia a diminuire la tipica tosse da fumatore, le vie nasali si liberano e aumenta il senso di energia.

Dopo un anno che si smette di fumare si riduce di ben il 50% il rischio di malattie cardiache e ictus e nell’arco di 5 anni giunge agli stessi livelli di chi non ha mai fumato.

Nelle donne smettere di fumare riduce anche la possibilità di sviluppare il diabete. Passati 10 anni, diminuisce del 70% il rischio di sviluppare tumori legati al fumo come quello polmonare, alla bocca, al pancreas e alla gola.

Si stima che dopo 20 anni finalmente si giunge agli stessi livelli di rischio di ammalarsi di chi non ha mai fumato.

Smettere di fumare migliora l’umore e allontana i rischi legati all’abuso di alcool e droghe. Lo dimostra uno studio condotto dalla Washington University School of Medicine, secondo il quale chi abbandona la dipendenza dal tabacco migliora la propria salute mentale, proteggendosi da disordini depressivi e comportamenti d’abuso.

La ricerca è stata condotta su 236 volontari che stavano tentando di smettere di fumare, il cui comportamento è stato monitorato per alcuni mesi.

É stato dimostrato che coloro che riuscivano a non ricadere nella tentazione di fumare di nuovo erano pù felici e sereni, rispetto agli altri che apparivano maggiormente di malumore e depressi.

Secondo i dati ottenuti, il 40% del campione aveva avuto in passato disturbi d’ansia e dell’umore, il 50% aveva problemi di alcool mentre il 24% faceva uso di droghe.

Durante la ricerca è stato rilevato che il 42% di chi continuava a fumare manteneva disturbi dell’umore mentre il 30% di chi aveva smesso notava dei cambiamenti positivi in tal senso.

Dopo alcuni mesi di astensione dal fumo, i problemi di alcool apparivano ridotti fino al 30% e quelli con la droga fino al 16%.

Ciò dimostrerebbe dunque che la dipendenza da fumo non solo provoca gravi problemi di salute ma altera anche il sistema nervoso, rendendolo più soggetto a comportamenti depressivi e devianti.